Uisp Ravenna-Lugo: fare integrazione attraverso lo sport

La Sprar, squadra di calcio di richiedenti asilo e rifugiati, dopo una rissa con gli avversari si ritira volontariamente “per immaturità”

 

Fare integrazione attraverso lo sport: ne vale la pena. Lo dimostra l’Uisp Ravenna-Lugo, che nei giorni scorsi ha ricevuto la lettera della squadra di calcio Sprar Ravenna che, dopo un brutto episodio in campo con degli avversari,  si è ritirata volontariamente dal torneo “per immaturità”. “Atto di onestà e correttezza meritevole di essere sottolineato”, è il commento del comitato Uisp romagnolo.

L’episodio è ben raccontato nell’articolo di Marcello Radighieri, pubblicato su Repubblica.it: “Due squadre amatoriali di calcio a 11 che si affrontano per i playoff nel girone eliminatorio – si legge nell’articolo – una rissa che coinvolge diversi giocatori, sconfitta a tavolino per entrambe le società e sanzioni varie. Insomma, in apparenza un film già visto e rivisto. Solo in apparenza, però, perché questa storia rivela un finale a dir poco sorprendente: il ritiro “immediato e volontario” di una delle due squadre per manifesta immaturità”.

Infatti, a pochi giorni dalla rissa, avvenuta il 30 aprile sul campo sportivo di Marina di Ravenna nel corso del match tra Az Ravenna 2003 e Sprar Ravenna, quest’ultima società si è armata di carta e penna e ha scritto una lettera alla Uisp Ravenna-Lugo. “Con la presente – ha scritto la squadra, formata da richiedenti asilo e rifugiati – siamo a comunicare il ritiro volontario e immediato dal Campionato Romagnolo Territoriale Uisp Calcio a 11 […] La nostra squadra non ha dimostrato una maturità sufficiente per affrontare le situazioni di forte stressverificatesi in campo, tenendo comportamenti non adeguati e contrari allo spirito del Campionato”. Un’ammissione di responsabilità netta e totale, che è stata particolarmente apprezzata da parte della Uisp locale.

“Nella missiva spedita dalla società all’ente sportivo il gesto è motivato dalla speranza che il ritiro dal Campionato “possa essere anche un insegnamento per i giocatori”. Anche perché l’obiettivo vero della squadra, al di là del piazzamento in classifica, era “l’integrazione dei suoi componenti attraverso la pratica sportiva”. Come riportano i giornali locali, infatti, l’esperienza era iniziata a ottobre per iniziativa del Comune di Ravenna e della cooperativa Camelot”.

Nel comunicato straordinario rilasciato dalla Uisp locale, l’ente sportivo stabilisce che “non verranno ulteriormente tollerati casi ed episodi di intolleranza razziale – non registrati il 30 aprile, ma nel corso di altri match – segnali di escandescenze, offese e comportamenti minacciosi di qualsiasi genere registrati prima, durante e dopo qualsiasi gara e manifestazione organizzata dalla Uisp. Comportamenti che vanno oltre lo spirito sportivo, amichevole ed aggregativo per il quale sono organizzati tornei e manifestazioni del nostro Ente di promozione verranno severamente puniti fino a portare all’immediata esclusione delle società per le quali anche il singolo tesserato si macchi di comportamenti al di sopra delle righe”.

Please follow and like us: